Avanguardia artistica: Giacomo Balla negli studi di Elena Gigli

17/02/2017

Elena Gigli studia da molti anni la figura e le opere di Giacomo Balla. Ha iniziato ad occuparsene nel 1993 seguendo la guida di Maurizio Fagiolo col quale collaborerà fino al 2002 anno della sua morte e continua a dedicarcisi tutt’ora:  nel 2008 ha infatti fatto parte del Comitato scientifico sull’artista ed ha redatto molte schede per la mostra Giacomo Balla. La modernità futurista tenutasi a palazzo reale di Milano.

Al di là degli indiscussi meriti della prof. Gigli per la conoscenza, l’approfondimento e addirittura la riscoperta di alcune opere del Maestro – è di un anno addietro il ritrovamento nel retro della tela Verginità Balla 1925 di altra precedente opera del 1915 – quello che mi preme sottolineare e che, attraverso gli studi della Gigli si può indagare il rapporto,  sempre problematico e sempre ambiguo, delle avanguardie, storiche e non, con il potere politico e con la rivoluzione.

Le avanguardie artistiche, come tutti sanno, partono prima e fanno degli strumenti della comunicazione e del linguaggio l’arma privilegiata per andare avanti e cambiare l’assetto sociale. Gli artisti sentono prima di tutti sulla loro pelle cos’è che va cambiato e con i loro specifici strumenti agiscono in quella direzione.

Quando l’avanguardia artistica sposa le ragioni dell’avanguardia politica e, per così dire, scende in campo ha esaurito la sua vera forza che è quella di creare nuovi linguaggi anzi dare parola al sottaciuto che attraversa la società e quasi sempre al sodalizio arte- politica, la storia insegna, segue un periodo di conservatorismo. Il movimento si arresta e inizia l’Accademia. Così è stato per il futurismo, così per le Avanguardie nostrane degli anni Sessanta virate verso stanchi sperimentalismi sul finire degli anni Sessanta quando di fronte al bivio rivoluzione linguistica o rivoluzione politica la rivista Quindici interruppe le pubblicazioni .

La vicenda di Balla potrebbe essere un esempio di questa tentazione – oscillazione dell’avanguardia artistica verso l’attualismo politico. E’così? E’stato così? Una domanda ancora aperta.

Cetta Petrollo

cfr.:

http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2015/02/11/news/sotto-la-verginita-di-balla-due-quadri-mai-visti-1.10845256

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1596422414.html

Milleitalie > Anno VII - numero 1