Libri - Elsamatta o del triciclo

30/12/2016

 ( “una riflessione sulle piste ciclabili di Treviso” )

 

carnaroli_elsamatta

Alessandra Carnaroli, poeta attiva dal 2001 – raccolta d’esordio Taglio intimo per Fara editore –  le cui poesie  sono state commentate, fra gli altri , da Aldo Nove e Tommaso Ottonieri e pubblicate su diversi siti e riviste attenti alla poesia sperimentale e di ricerca ( Alfabeta2, Il Verri , Atti impuri e Nazione Indiana) pubblica ora, nella collana Syn scritture di ricerca a cura di Marco Giovenale ( IkonaLiber ed.), elsamatta, viaggio in versi nell’oralità della scrittura  e ai margini della condizione “altra”  .

Alessandra ramazza fra le strade del digitale, quelli del quotidiano e la polvere favolistica della mente, e, con questi”di più”, ritesse il parlato, raggiungendo, con leggerezza, il nucleo  bollente del vivere, il mostruoso, la crudeltà, la pazzia, la pasta carnale dei corpi : “vorrei che il mio colon fosse/il tuo/avambraccio per/ alzare merda ogni/ tanto/quando/apri le gambe e invogli/ la pellicina storta” . E, seguitando a citare: “In fondo al bagno e budella/quello che resta/di un menarca di sostanza/ la nostra (figlia)/ incalza abbaia in veranda/verniciata all’inguine e dimessa/ di peli freschi e controsoffitti/al posto delle mie ghiandoline sporche […]”

I protagonisti della raccolta – un Halsel ed una Gretel feisbucchini che ascoltano e raccontano i frammenti del linguaggio contemporaneo lì dove la Carnaroli li trova ed esibisce – la rete ma anche la conversazione famigliare e la lezione letteraria della neoavanguardia (come non pensare agli inserti dialogici della Ragazza Carla e della Ballata di Rudy di Pagliarani ed all’ interno domandarsi e rispondersi di Salto mortale di Luigi Malerba? (“poveretta però che tristezza siamo tutti stati inseguiti da lei/ adesso però noi c’abbiamo una famiglia un fidanzato/ possiamo andare a scuola o aversi un lavoro pagato/ fare una famiglia”), non sciupano niente della nuova lingua “sociale” che scorre nella rete e ne palesano gli inciampi fino a raccogliere la trasformazione fatata delle parole dall’uso quotidiano che se ne fa nei blog ( il  triciclo che diventa “treciclo”nel blog trevigiano)

La dimensione è dunque “altra” e deraglia continuamente dai conformismi e dagli epigonismi poetici, rifacendosi, in modo contemporaneo e del tutto originale, al linguaggio della poesia femminista, soprattutto di ascendenza anglosassone (ad esempio Lyn Lifskin, Mary Dorcey o Sally Read), da cui, tuttavia si sdogana per avvenuta espiazione, ed ai movimenti narranti della tradizione fiabesca, innanzitutto alle fiabe raccolte dai fratelli Grimm.

Come non accostare questa elsamatta , per raffinata e nascosta citazione dell’autrice, alla Saggia Elsa dei Fratelli Grimm? O alla complice svampitezza di Galletto e Gallinella? Alla controllata ferocia della saggia Ghita? Alla crudeltà, senza veli, di Frau Trude?

La generazione delle madri ha raccontato favole alle figlie e, fra queste favole, molte sono state quelle realmente percorse nella vita e nella scrittura, come dimostra la pubblicazione, a fine di libro, quasi dichiarazione e chiusa consapevole sulle proprie scelte poetiche, di una poesia di Patrizia Vicinelli, vera e propria elsamatta della neoavanguardia, nel solco di quella che, sempre più, si delinea come la liberata storia delle donne in scrittura fra il vecchio ed il nuovo secolo.

Cetta Petrollo

(Alessandra Carnaroli, Elsamatta, Pesaro e Urbino, IkonaLiber, 2015)

Milleitalie > Anno VI - numero 6