Libri - Sonnologie

25/10/2016

La spietatezza degli intermittenti risvegli di Lidia Riviello

e /o distici in forma di mosaico

riviello sonnologie


Sonnologie, ultima raccolta di Lidia Riviello - attiva dal 1998, prefata da Edith Bruck, Edoardo Sanguineti e Carla Vasio - esce per Zona nella bella collana Zonacontemporanea , a sette anni dalla pubblicazione di Ritorno al video (2009).

Anni, questi, come drammaticamente sappiamo, decisivi per la storia globale, dall’attentato alle Torri gemelle, alla crescita esponenziale delle stragi ed esecuzioni, in Europa, in Asia e nel mondo, rivendicate dal terrorismo islamico, alla mutazione delle correnti migratorie nell’area mediterranea e al, forse definitivo, imporsi della cultura di mercato nell’uso e nella diffusione delle nuove tecnologie.

Il sonno in cui sono immerse la stanca cultura europea e le raffinate propaggini dei suoi letterati, dimostratesi incapaci dei risvegli  prefigurati in altra parte del mondo all’inizio  degli anni Ottanta (“ Col demiurgo Feydan, con Nelson Mandela/noi ci chiamiamo fuori ce ne laviamo le mani/e così sia./Ma non è soltanto per ruffianeria/ma non è soltanto per ruffianeria/ è che siamo proprio tagliati fuori/ noi vecchia Europa,/ fuori dalla fame, dal dolore, dalla memoria,/ fuori dal moto rivoluzionario della storia” Elio Pagliarani, La Bella addormentata nel bosco) è rappresentato, in Sonnologie, attraverso un  susseguirsi di distici epigrammatici e di terzine, disposti a mosaico, ritorni di incipit e lenti caroselli di versi, in architettura intermittente, nell’allerta di un sogno-sonno, insieme vigile ed appannato.

I dormienti si abbandonano incoscienti in un ricovero malato, simile ad un ospedale, a una desolata biblioteca o ad una barca senza conducente, con allusione, e citazione, in parallelo, alle zattere umane abbandonate  in mare ed alla supposta democrazia del digitale che afferma il potere del guidarsi da sola, senza autisti-scafisti (“dai vetri fissati in previsione di una tautologia addensante scompare/ la definizione di conducente”; “ sebastian thrun non risponderà alle e mail/ vive dove nevica sempre”; corrispondono a solitudine sul molo i salvataggi in forme estreme/ dell’ultimo utente/infranto nel sonno libero”)

L’assoluta, significante, eticità di questo libro, sbalzata fuori dalla dimensione del comico e da ogni  maniera sperimentale, è sostenuta dal  ritmo costante del discorso poetico, ritmo timidamente perseguito ma che si impone, musicalmente, all’interno dei versi e al di là dei loro incipit tipografici: settenari, ottonari, novenari, quinari e anche endecasillabi, punteggiano la spietata osservazione dei dormienti e dei mostri che aleggiano intorno al loro sonno.

Sono, appunto, Sonnologie come  in questi frammenti esemplari: “in un fascio di rose/non trovano altre immagini che l’essere sulla barca,/ molto infelici e speculari alle pause della storia” oppure “ alla battaglia si va senza metodo, souvenir si chiama/ la piaga o la pratica del sistema,/ punto di pianto/ e riflessione frammentaria”.   

Il poeta scommette di dire il mondo per noi e, per farlo, dà una strattonata alle visioni ed ai linguaggi della ricerca linguistica degli ultimi  venti anni, superando la forma poematica, inadatta a raccontare la storia quando la storia si sta ancora formando, per aderire, in dissolvenza, a quella epigrammatica  dove la significanza si coagula intorno a ben precise posizioni , distanze, rifiuti : “una volta si sognava senza produrre/ l’istituto chiede di amministrare mitologie utili per questo sistema”; “ vorrebbero trattare il corpo ma si / lanciano nel massaggio prima/ della scena madre”)

Il mosaico che si compone, nell’architettura della disseminazione, ha in sé quella precisa ed imperiosa necessità del dire che è il presupposto, indispensabile, per l’apertura di quella nuova poetica di cui abbiamo bisogno per uscire dal sonno.

Cetta Petrollo

Lidia Riviello, Sonnologie, Genova, Zona, 2016

Milleitalie > Anno VI - numero 1-5