Se le biblioteche pesano

26/11/2010

Se le biblioteche pesano non c'è mai spazio per le loro raccolte né voglia di costruire nuovi depositi e di inventare nuovi ambienti dove farle crescere.

Se le biblioteche pesano non ci sono soldi per le lampadine che tuttavia la legge vuole costose e particolari per gestire le emergenze, né per le scale per prendere i libri che la legge vuole altrettanto costose e particolari, né per le uscite di emergenza pensate per folle che non esistono, magari a leggere i libri si accalcassero centinaia di persone!, né per la rilegatura - dorsi ovunque sbrindellati - ottocento e novecento precari pressati in depositi polverosi spesso in seconda fila - né per acquistarli i libri, pochi o molti che siano, perché qualcuno potrebbe aver voglia di scoprire come eravamo chiacchieroni e confusi e pettegoli e narcisi in quest'italia di terzo millennio, o diversi e significativi nell'est e nel sud del mondo sempre in questo terzo millennio.

Insomma le biblioteche pesano, pesano a tutti, forse sanno di scuola, quella scuola che nessuno, in Italia, ha mai veramente amato, sanno di gratuito in un Paese bottegaio che prima di pensare fa i conti con il registratore di cassa, sanno di riflessione e interiorità, scomodi e dolorosi elementi, sanno infine di Chiesa e noi le Chiese le abbiamo tutte buttate giù per costruire sale bingo.

Dunque se le biblioteche pesano così tanto bisognerebbe avere il coraggio di renderle a chi le abbiamo rubate - frenetici giorni alcuni anni dopo l'Unità d'Italia quando i frati si affrettarono a nascondere libri e manoscritti e carte d'archivio per impedire che transitassero nel nuovo Regno - agli ordini religiosi per lo più che le avevano conservate degnamente e perfettamente per molti secoli così permettendo che la nostra Italia avesse una storia.

Rendiamole a loro ed evitiamo che crollino come i ruderi di Pompei o siano poste sotto la privata guardiania e    gestione di qualche mecenate privato che mette sullo stesso piano commercio e conservazione del libro, sostegno all'editoria e memoria.

Forse gli ordini religiosi potrebbero mettere, come ha fatto la biblioteca Vaticana, in ogni libro un chip che permetta di ritrovare il documento ovunque sia andato a perdersi sugli scaffali, o trovare il modo   per costruire sottoterra quei magazzini che non si riesce a costruire in superficie. Sicuramente troverebbero l'orgoglio, così come ha fatto la biblioteca Vaticana in uno splendido audio, per affermare che sulla parola scritta  si è costruita la nozione umanistica che contraddistingue la nostra civiltà.    

Milleitalie > Anno I - numero 1