Cinema - Inception: la macchina dei sogni

28/02/2013

Inception 

La rappresentazione di un sogno è sempre correlata a luoghi, persone ed eventi a volte con nessuna correlazione con la realtà a volte, invece, con riferimenti ben definiti nella realtà del sognatore. In ambedue le possibilità, comunque, la composizione del sogno è sempre e solo stimolata dal nostro inconscio dalla sua proiezione nella mente delle nostre esperienze vissute, dei nostri desideri e delle nostre fantasie. Nel sogno possono accadere le cose più strane e fantastiche; in esso possono convivere il grottesco e l'assurdo, il reale e il fantascientifico, il passato, il presente e il futuro. L'inconscio è il solo regolatore del fluttuare dei nostri sogni, su di esso nessuno né alcuna forza esterna può intervenire e solo il risveglio può interrompere le oniriche fantasticherie. Il sogno è, comunque, vissuto nell'intimo di ognuno e nessun estraneo può accedere al sogno altrui. Immaginiamo cosa succederebbe se altri potessero accedere ai nostri sogni e, tramite essi, arrivare nei più profondi labirinti del nostro inconscio riuscendo a carpire i nostri segreti più reconditi o, addirittura, riuscendo a modificare il libero fluttuare dei nostri sogni. In tal modo il sogno da individuale diverrebbe collettivo, i nostri segreti svelati e la nostra libertà violata e rimodellata dall'intrusione altrui la cui ingerenza verrebbe a condizionare anche la nostra vita reale. Nell'antichità il sogno era considerato anche una profezia che richiedeva un lavoro di interpretazione poiché, la configurazione del sogno era concepita come un messaggio le cui immagini al sognatore provenivano direttamente da una divinità. Tracce di intrusione nel labirinto dei sogni altrui possiamo trovarle anche nella letteratura mitologica greca dove si racconta che Teseo, entrato nel labirinto di Minosse per uccidere il Minotauro, ebbe l'aiuto di Arianna che, grazie al famoso filo, lo guidò nel labirinto conducendolo all'uscita e, quindi, al risveglio. Una proiezione reale del sogno individuale che diventa collettivo potrebbe essere rappresentato dai network, come ad esempio Facebook, dove in un luogo comune e virtuale è possibile mostrare e nello stesso tempo vedere sogni e desideri altrui attraverso un sistema multimediale. Anche la proiezione di un film in una sala cinematografica potrebbe essere un luogo reale di rappresentazione dei nostri sogni, dei nostri desideri, del nostro modo di pensare che attraverso lo schermo viene condiviso da tutti gli spettatori in seguito ad una consapevole scelta del film proiettato. Nel recente film Inception, il protagonista ingiustamente accusato di uxoricidio, nella speranza di poter ritornare a casa per riabbracciare i suoi figli e grazie alla guida e all'aiuto di una sua collaboratrice che come Arianna lo aiuta ad orientarsi nel sogno altrui, ha il compito di innestare una certa idea nella mente del suo interlocutore che, in cambio e grazie alla sua ricchezza ed influenza, gli faccia cessare l'accusa di uxoricidio sollevata nei suoi confronti. In una magistrale interpretazione e sotto l'ingegnosa guida del regista, il protagonista Di Caprio estrattore e innestatore di sogni, nel racconto fantastico del film, proietta nel reale della sala cinematografica la rappresentazione dei sogni altrui, ne condivide il contenuto, estrae i segreti e innesta nuove idee nella loro mente costruendo nuovi sogni che condizioneranno la loro e la sua stessa vita reale. Riflettendo un attimo anche la visione di un qualunque film, mediante la rappresentazione di idee e di sogni del regista, è in grado di condizionare la vita reale di ognuno di noi al pari di un qualunque social network. In questo caso, tuttavia, rispetto ad una ipotetica macchina dei sogni, ci resta la libertà di poter decidere se accettare o meno quella parte di condizionamento che non è involontariamente assorbita dal nostro inconscio. Cosa succederebbe, però, se davvero venisse inventata la macchina dei sogni? Siamo proprio sicuri di desiderarla nei nostri sogni?

Valentina Ametta

(Christopher Nolan, Inception, 2010)

Milleitalie > Anno III - numero 1