Mostre - Il Laos di Cofini alla Vallicelliana

28/02/2013

Gli scatti di Cofini hanno il senso baudelairiano della rete delle corrispondenze (La Nature est un temple...les parfums, les couleurs et les sons se répondent...) suscitato dal suo approccio antropologico verso la realtà di cui sa restituire artigianalmente, nel senso più alto del termine cioè quello opposto alle secche aride dell'intellettualismo, la congerie di sonorità, di sapori e di odori che accompagnano in dolce processione il dato iconico.

Le sue fotografie sono come sinestesie che collegano quantità e tipologie di sensazioni che di solito vivono distanti, secondo i dettami dell'antico naturalismo fatto di empatie e di misteri che animano il corpo altrimenti statico del mondo. Insomma non è il singolo oggetto che interessa l'occhio di Cofini ma il sistema di relazioni in cui si pone, cedendo pezzi originari di sé a volte volentieri con una facilità domestica, a volte con disagio se non addirittura recalcitranti, per guadagnare senso e significato, l'identità, l'anima che dir si voglia, ovvero il suo essere nel mondo.

 

cofini_newyork_1

 

Le fotografie piene d'arte di Maurizio Cofini giustappongono la cruda realtà del quotidiano con un intangibile e penetrante senso di atmosfera e d'emozione, riempiendo ogni scatto di vita e di significato che c'è oltre la cornice. Nato a Roma, Cofini ha raffinato le sue capacità lavorando per il teatro, dove ha riscontrato molto successo. L'artista possiede inoltre un impressionante talento per il reportage e un particolare interesse per l'antropologia, e tutte queste diverse caratteristiche prendono vita nei suoi lavori.

Per questo, Cofini ha viaggiato molto in particolare nel Sud est asiatico, con l'obiettivo di raccogliere quell'umanistica e vivace qualità intrinseca in tutte le sue fotografie. Durante il suo viaggio in Vietnam, in particolare, è stato descritto come "colui che fotografa il brutto per renderlo bello" . Infatti, il cuore delle opere di Cofini si focalizza sulla risonante combinazione dei seguenti elementi evocativi: il superficiale, le individuali diversità tra culture e le loro qualità sottostanti che ci connettono tutti nonostante queste differenze. I suoi lavori sono stati pubblicati in diversi libri, brochures e riviste nel mondo.

Attualmente, Cofini vive e lavora a Roma.

 

Mostra Biblioteca Vallicelliana

cofini_valli_2

Dal Corriere della Sera "Il Laos di Cofini alla Vallicelliana"

Nel mese di ottobre 2012 presso il Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana "Sguardi dal Mekong. Il Laos". 
Il Laos. Terzo capitolo di un romanzo fotografico che si svolge lungo le sponde del Mekong.
Vientiane la città della Luna, Vang Vieng natura ed evasione, Luang Prabang forte spiritualità. Queste sono le soste del viaggiatore. Le immagini hanno voluto cogliere il tempo immutabile con l'oggi che avanza. Il monaco osserva lo scorrere dell'acqua del Mekong... riflettendo... e il viaggio continua...

 

cofini_valli_1

 

Mostra New York

 

cofini_newyork_2

 

 

Da The Italian Tribune. Fino al 21 novembre 2012, l'Agora Gallery di New York ha esposto i lavori di sette talentuosi artisti italiani in "Stati alterati della realtà: un'esibizione di fotografia analogica e digitale". La mostra illustra il potere convincente e creativo dell'arte figurativa fotografica, trasmettendo la stimolante natura del mondo e le infinite potenzialità dell'immaginazione. Gli artisti che hanno preso parte alla collettiva sono Aldo Basili, Sandro Pezzi, Carlo Guidetti, Carmine La Valle, Antonio Lengua, Maurizio Cofini e Valentina Chiappini.

 

 

cofini_newyork_articolo

Milleitalie > Anno III - numero 1