Mostre - Veermer alle Scuderie del Quirinale

17/12/2012

locandina veermerQuando la pittura racconta e fa la storia

In questa esposizione viene presentato per la prima volta in Italia il maestro di Deft, Johannes Vermeer, il maggior esponente della pittura olandese del  XVII secolo. 

Non è da solo: nelle sale delle Scuderie del Quirinale vi  figura in compagnia di altri artisti, alcuni dei quali poco conosciuti, e insieme offrono uno spaccato puntuale e ricco dell'Olanda di quel tempo.

La rassegna è costituita da una selezione di opere (otto in tutto) di Vermeer, ma significative  tra quelle attribuite a lui,  rarissime e distribuite nei musei di tutto il mondo, nessuna in Italia, e all'incirca da cinquanta opere di suoi colleghi con i quali ebbe modo di interagire e confrontarsi, sebbene fosse una persona stanziale che si mosse da Deft soltanto due volte in tutta la sua vita.

Che in realtà non fu lunga (1632-1675)e fu afflitta da condizioni economiche precarie. Da questo punto di vista di grande aiuto gli fu la suocera, una donna importante nella cui dimora il pittore viveva con la moglie e la sua  numerosa famiglia. E comunque la vita di questo artista resta enigmatica e misteriosa: persino sulla data di nascita vi sono incertezze.

L'essere in compagnia di altri artisti visivi ed essere accomunato a loro per le tematiche e per lo stile, racconta tuttavia che Johannes conobbe e visse il fermento culturale che agiva nella sua città e nei centri vicini come Amsterdam, Haarlem e Leida.

Tra questi artisti  spicca Carel Fabritius, perito nell'esplosione della polveriera di Deft del 1654 e di cui la rassegna espone  " Donna con orecchino di perla", precedente e molto simile a "Ragazza con orecchino di perla" dello stesso Vermeer.  Ciò dimostra che gli autori si confrontavano  nei soggetti  richiesti dalla comunità sociale che aveva affidato all'arte il compito di rappresentare la propria ascesa economica, il benessere borghese, i valori ai quali aveva improntato la vita quotidiana.

Comuni  erano i ritratti detti  tronien, rappresentati  per lo più in abiti costosi, in cui spiccano gli effetti della luce nei riflessi accesi dei taftas, dei  rasi e dei velluti. 

Ritraevano personaggi ritenuti interessanti  e i modelli erano in genere familiari o dipendenti.

Per il resto sono paesaggi cittadini o scene di vita familiare graditi alla classe medio borghese  che amava adornare i propri salotti ricchi con opere di artisti raffinati e sorprendenti come Pieter de Hooch e Emmanuel de Witte, Gerard ter Borch, Gerrit Dou, Nicolaes Maes, Gabriël Metsu, Frans van Mieris, Jacob Ochtervelt e Jan Steen .

Mentre in Italia, nello stesso periodo, le  grandi committenze istituzionali, come la Chiesa e le corti principesche, richiedevano forme d'arte vistose, di grande formato, la pittura olandese affina uno stile intimo, familiare, di raffinato realismo che seduce i collezionisti privati, soprattutto i mercanti, i birrai, i panettieri, che si dilettano di esporre e di esibire soggetti di vita quotidiana elegante e perbene.

Gli scorci cittadini quali La stradina dello stesso Vermeer, o Veduta del Municipio Nuovo di Amsterdam di Heyder, o gli interni delle chiese di Vliet, di de Witte, di de Lorme, le vedute di Vosmaer,  mostrano il fermento edilizio della provincia olandese i cui affari prosperano.

E' questo uno dei casi in cui la società affida consapevolmente all'arte il compito di rappresentarla e l'attenzione dell'arte visiva si concentra sui molteplici aspetti della vita contemporanea: dalla famiglia alla religione agli affetti familiari alle forme d'arte godibile come ad esempio la musica fatta dalla compagnia musicale o dalle giovani signore nelle loro case.

Interessante è l'attenzione dedicata alla donna che viene rappresentata non soltanto nella sua qualità di padrona di casa virtuosa, madre amorevole o umile domestica, ma anche come  virtuosa d'arte (vedi La suonatrice di liuto, Giovane donna seduta al virginale e Giovane donna in piedi al virginale di Vermeer, Donna al clavicordo di Gerrit Dou, Donna che suona la tiorba in un interno di Eglon van der Neer).

Viene  rappresentata una donna  a cui viene riconosciuto il diritto all'emozione d'amore (vedi di Vermeer Giovane donna con bicchiere di vino, in cui la donna tiene in mano un bicchiere di vino bianco offertole da un uomo che palesemente la adula secondo i canoni poetici del XVII secolo  riferiti all'amore non corrisposto dei sonetti del Petrarca.)

In molte opere è proposta la donna che scrive lettere e specificamente lettere d'amore secondo un costume del tempo e spesso con l'aiuto di manuali francesi.

Dal confronto tra le opere esposte emerge che il dibattito tra questi artisti non fu centrato soltanto sui soggetti  spesso ricorrenti tra loro, ma anche sulle tecniche nelle quali ciascuno a suo modo si cimentarono apportando di volta in volta una consapevole originalità ma sempre attenti alla raffinatezza dello stile, al realismo dei particolari, agli effetti della luce e delle soluzioni speculari, all'aura soffice e godibile presente, più o meno, in ciascuna composizione.

Luciana Gravina                   

Milleitalie > Anno II - numero 6