Libri - Latte nero

30/10/2012

latte neroPiù di trecento pagine che si leggono d’un fiato perché il racconto ti prende e non ti lascia nonostante non ci sia da sapere come va a finire perché la stessa scrittrice ci dice tutto all’inizio.
Lo stile è scorrevole anche se il testo è intriso di riflessioni profonde e lucidissime.
E’ la storia di una donna, lei stessa, che, come tante, si trova di fronte ad una tra le più importanti scelte della vita: affermarsi nel lavoro o dedicarsi alla famiglia. Credo che tutte noi ci siamo trovate, chi prima, chi poi, a dover fare questa scelta difficile e non delegabile e tutte abbiamo avuto momenti di angoscioso sconforto, di rabbia, di conflitti interiori. Nessuno meglio delle donne sa quanto sia duro conciliare tutto al meglio e magari anche da sole. In tal senso Elif Shafak, ci racconta la sua esperienza sofferta, esplorando le più intime pieghe dell’animo, alla ricerca di una soluzione valida che, poi affermerà lei stessa, non può essere uguale per tutte. Lei, scrittrice affermata, parla apertamente e con grande semplicità del suo conflitto interiore raccontandolo attraverso il continuo disaccordo personificato in sei Pollicine che recano ciascuna il nome dei vari aspetti del suo carattere e si contendono la supremazia sulle altre.
Questo originale espediente rende la lettura mai noiosa e stanca e al tempo stesso offre uno spaccato esaustivo dei sentimenti e delle tensioni che agitano, nel profondo, l’animo di una donna chiamata a fare la sua scelta di vita. La metafora è indovinata e offre al lettore oltre un gran numero di spunti per riflettere anche un approccio ironico alle varie problematiche che in certi passaggi fa anche sorridere. La semplicità è senza dubbio la caratteristica vincente e avvincente, direi: i vari episodi di vita vissuta, gli aneddoti, le situazioni difficili, le preoccupazioni, gli incontri, descritti con un realismo in fondo sempre ottimista, di chi sa che avrà la meglio su tutte le voci interiori, ne fanno un libro per tutte le donne sensibili e altruiste. La Shafak ci conduce per mano nella complessità della mente femminile, nei dubbi e nelle incertezze, nell’universo delle emozioni e nell’oceano dei sentimenti contrastanti e a volte stridenti che si sovrappongono e si combattono nel cuore delle donne senza mai scadere nel banale e anzi, scoprendo sempre diverse emozioni.
Nulla di nuovo, è vero, ma affrontato e risolto con totale, sincera naturalità e soprattutto con una sana razionalità, sempre disposta al confronto e pronta a chiedere aiuto. Elif stessa, quando parla della sua generazione, non si vergogna ad affermare che “siamo così imbevute della propaganda secondo cui possiamo fare qualunque cosa vogliamo, che non sempre teniamo i piedi per terra. Forse dimentichiamo di chiedere aiuto quando ne abbiamo più bisogno”. Riconosce che le concezioni riguardo al ruolo delle donne lavoratrici e madri si fondano costantemente su di un elemento comune, “su ciò che vogliono vedere, ignorando la complessità e l’intensità della maternità, e il modo in cui essa trasforma la donna e il suo cuore di cristallo”.
Dobbiamo ammettere che il nostro compito è sempre difficile sia che si intraprenda una strada sia che si scelga l’altra, ma una cosa è certa: le inclinazioni culturali inculcateci non sono incontestabili o immutabili, non bisogna dare per scontati i ruoli e le norme consolidate. Occorre mettersi alla prova, affrontare gli ostacoli e risolverli nella convinzione che dove c’è la difficoltà segue la facilità.


Cristina Caronna
Elif Shafak, “Latte nero”, Milano, Rizzoli, 2011

Milleitalie > Anno II - numero 5