Mostre - Luci e Ombre a Sutri

28/06/2021

Luci e Ombre a Sutri

da Mattia Preti a Depero

Museo di Palazzo Doebbing

Una mostra ideata da Vittorio Sgarbi

dal 9 maggio 2021 al 10 gennaio 2022

Il fil rouge che tiene insieme le 200 opere, all’incirca, di questa originale mostra, è un topos classico, che da Mattia Preti a Depero e oltre, tesse una narrazione leggera e spericolata tra artisti, generi e tempi distanti ed eterogenei.

E questo accade in virtù della  polivalenza semantica di un ossimoro, luci e ombre,  posto a titolo sapientemente dall’ideatore, Vittorio Sgarbi.

Non a caso il capofila è Mattia Preti, l’artista in cui il dialogo tra luci e ombre è utilizzato come codice spettacolare per la “rappresentazione teatrale” di Caravaggio. Così sostiene Vittorio Sgarbi nell’illustrare le ragioni espositive del progetto: “Il processo di Matia Preti è evidente: mettere in scena Caravaggio, renderlo teatrale, in una premonizione di melodramma.”

L’accostamento a Depero è apparentemente spiazzante. Ma, di fatto,  entrambi lavorano a una comunicazione di impatto, vuoi per la teatralità premelodrammatica pretiana, vuoi per  l’eccedenza piatta del figurale nella funzione pubblicitaria cui è versata l’attività di Depero.  

Due pilastri che sorreggono tutto il dialogo della mostra e da cui si dipartono provocazioni e visioni che vanno dal dejà vu  (che non è mai abbastanza) alla novità di artisti poco, o niente affatto, conosciuti.

E quindi si ha l’opportunità di  incontrare personaggi dell’arte come Julius Evola, Casimiro Piccolo, Alberto Magri, Ottavio Mazzonis, Jean-Pierre Velly, Rosa Maria Estadella, Tullio Garbari, Nora Kersh, Agostino Arrivabene, Cesare Inserillo, Marilena Manzella, Cristian Avram, Tiziana Rivoni.

Sicuramente nelle opere di questi artisti che intrigano durante il cammino, da un piano all’altro, da una sala all’altra, la forma visibile è percepita come emanazione energetica delle vibrazioni dell’ombra. La materia è energia, sostiene Einstein.  L’ombra dunque non è vuoto in quanto mancanza di luce, ma nucleo informe di segni e sostanze. Cioè segni e significati che si rivelano nella luce. E dunque il binomio, luci e ombre, potrebbe avere, oltre che significazione contrastiva in quanto struttura ossimorica, anche  indicazione di intrinseca coesistenza della materia e della sua epifania.

L’itinerario di questa mostra si propone come un percorso di forte significazione, di sorpresa, di meraviglia, di emozione.

Soprattutto, ha portato all’attenzione anche artiste interessanti che finora erano rimaste nell’ombra. E meno male che, dove c’è ombra, c’è necessariamente anche luce.

Ancora una volta Palazzo Doebbing, a Sutri, ospita opere importanti, capolavori, artisti, grazie al sindaco di Sutri, al patrocinio di Intesa Sanpaolo e alla realizzazione di Contemplazioni, Impresa  della Cultura.

Un bel passo per ricominciare a riproporre e coltivare la cultura dopo i guasti della pandemia.

Roma, giugno 2021.

                                                                    Luciana Gravina

Milleitalie > Anno XI - numero 1-3