VOLT: Il partito transnazionale europeo che vuole tornare a credere nella politica

28/02/2019

volt

La Brexit ha scosso molte coscienze europee. Tra queste quelle di Andrea Venzon e Colombe Cahen-Salvador che dopo la vittoria del Leave hanno scelto di passare dalle parole all’azione per reagire ai venti euroscettici.

Così hanno iniziato a immaginare una nuova piattaforma politica rivolta a tutti i cittadini europei, senza limiti né confini: una piattaforma in grado di far sentire la voce di tutti coloro che sono nati europei, di coloro che vedono nell’Europa la loro casa e di coloro che nell’Europa sviluppano la loro identità e i loro sogni.

Questa piattaforma è Volt Europa.

L’immaginazione prese forma concreta, insieme a Damian Boeselager, con l’apertura della prima pagina Facebook il 29 marzo 2017, giorno in cui la Gran Bretagna stabilì ufficialmente l'attivazione del processo di uscita dall’Unione Europea definito dall'Articolo 50 del Trattato di Lisbona.

Da quella pagina di Facebook Volt Europa si inizia a sviluppare incessantemente fino a diventare un movimento politico progressista che forma la struttura paneuropea di partiti e movimenti diffusi su tutto il territorio dell’Unione Europea. Volt, ad oggi, è presente in più di 30 Paesi, quindi anche oltre i confini dell’Unione, e conta circa 20.000 volontari.

La sua funzione è quella di raggruppare partiti e movimenti sussidiari presenti sul territorio del Vecchio Continente sotto gli stessi valori e gli stessi principi per combattere le stesse battaglie e risolvere gli stessi problemi.

Gli europei italiani hanno da subito sposato il progetto dando vita al partito politico Volt Italia, che dopo un anno di attività è presente in oltre 50 città italiane con circa 3.000 volontari. Ma la crescita è costante, anche in virtù del forte impegno sul territorio per raccogliere le 150.000 firme necessarie per presentarsi alle Elezioni del Parlamento Europeo di maggio 2019 e per far conoscere le sue politiche.

Questa struttura si è resa necessaria perché la normativa esistente non permette di creare dei veri e propri partiti europei, così come non esiste una circoscrizione elettorale “Europa”, deficit che rende difficile avvicinare davvero i cittadini europei alla politica europea.

Ecco perché l’idea di creare un movimento paneuropeo cui facciano capo dei partiti nazionali che possano correre alle elezioni.

Il risultato è stata una rete di partiti che nascono separati dal punto di vista formale, ma sono realmente transnazionali grazie a un unico programma politico e un unico obiettivo principale: rafforzare e riformare l’Unione Europea per risolvere i problemi esistenti e renderla così la casa di tutti.

Ciò che rende davvero unico questo sistema è il metodo di lavoro dei Volters. Come detto vi è una sola linea programmatica: essa è cristallizzata nel cd. Mapping of Policies (la mappa delle politiche) che è stata pensata e scritta a più mani da una selezione di circa 200 volontari provenienti da tutta Europa. Dunque, le decisioni politiche sono state negoziate secondo le varie esigenze già prima del momento istituzionale: secondo il “metodo Volt” non si arriverà a discutere all’interno del Parlamento europeo o tra governi nazionali della necessità di adottare delle politiche sulle migrazioni comuni o di realizzare un sistema fiscale comune a tutti gli Stati membri perché questo è già stato fatto durante la stesura del Mapping. Quando Volt vedrà eletti i propri rappresentanti politici nelle varie sedi istituzionali nazionali ed europee non farà altro che applicare quanto già discusso e approvato, con i relativi benefici per l’efficienza delle politiche europee.

Oggi siamo abituati a vedere discussioni tra i vari leader di governo ma, in futuro, il metodo Volt eviterà questi scontri, perché Volt Italia, Volt Germania, Volt Francia ecc. sono nati tutti dalla stessa famiglia.

Partendo dalla consapevolezza che serve un nuovo approccio paneuropeo per vincere le sfide presenti e future (cambiamenti climatici, diseguaglianze economiche, immigrazione, conflitti internazionali, terrorismo, l'impatto della rivoluzione tecnologica sul lavoro), il “metodo Volt” prevede, poi, che i volontari di ogni Volt nazionale declinino il Mapping of Policies secondo le specificità di ogni Paese per realizzare delle politiche locali adeguate. Infatti, uno degli obiettivi di Volt è quello di riuscire a mettere in comunicazione le politiche europee, quelle nazionali e quelle locali.

Per farlo è necessario che il Partito riesca a radicarsi sul territorio per conoscere i problemi di ogni realtà locale. Infatti, uno dei motti di Volt è “torniamo a credere nella politica”, e per farlo i volontari organizzano degli incontri periodici e costanti con i cittadini in tutte le città dove il partito è attivo. Tra gli obiettivi c’è proprio quello di coinvolgerli nel processo decisionale politico in modo non solo da evitare di trascurare le esigenze dei singoli, ma anche di percepire da loro idee e soluzioni ad ogni problema.

Volt quindi, è un partito europeo transnazionale con una forte vocazione locale.

 Stefania Adriana Bevilacqua

Milleitalie > Anno IX - numero 1