Casa Europa - Verso nuovi assetti sociali

26/11/2018

Casa Europa - Verso nuovi assetti sociali

STANZA: ECONOMIA E FINANZA

Tema: Sussidiarietà

 

Nel corso dei secoli l'Europa ha sviluppato un proprio modello socioeconomico sostanzialmente basato su due valori fondamentali: libertà e solidarietà. Non a caso il Trattato di Lisbona - che viene ritenuto, sotto l'aspetto formale, la prima Costituzione dell'Unione Europea - nel riaffermare il principio fondamentale della sussidiarietà come elemento cardine dell'azione sociale ha anche indicato nell'Economia Sociale di Mercato,  in virtù della sua impronta solidaristica, il modello economico di riferimento.

Leggere correttamente le evoluzioni di questo modello, partendo dalle sue radici, è assolutamente necessario per interpretare le dinamiche (che s'impongono in maniera sempre più disarticolata) dei nuovi contesti del mercato  europeo e, soprattutto, per valutare le prospettive che si presentano in relazione all'accelerazione di mutamento degli assetti sociali globali.

Un possibile percorso può essere individuato accogliendo nel modello una interpretazione più puntuale e definita del concetto di “bene comune” che, oltre ad essere inteso come la propensione ad agevolare quell'insieme di condizioni che possano favorire lo sviluppo integrale degli esseri umani, deve anche saperne indicare, caso per caso, la reale utilità sociale “erga omnes”, insieme alle relative metodologie applicative pratiche (meccanismi operativi), in modo da evitare la  costruzione di grandi contenitori destinati a favorire, per fatto metodologico, solamente gruppi privilegiati o, addirittura, a risultare produttivamente sterili sino a pervenire alla dannosa pratica dell'assistenzialismo fine a se stesso.

Nel contesto europeo il “bene comune” è conteso tra due estremi: area privata e poteri pubblici. Tra questi estremi si è inserito ed opera il principio di sussidiarietà che si basa sul presupposto secondo cui alla cura dei bisogni collettivi e alle attività di interesse generale devono provvedere direttamente i privati cittadini (sia come singoli, sia come associati) e i pubblici poteri possono intervenire in funzione ‘sussidiaria’, di programmazione, di coordinamento ed eventualmente di gestione. Si tratta dunque di una ripartizione delle competenze tra i diversi livelli di potere, principio questo che costituisce la base istituzionale degli Stati a struttura federale. Tale principio si è tendenzialmente sviluppato in un ordinamento sociale finalizzato a soddisfare anche esigenze di solidarietà e giustizia, vale a dire un' economia sociale di mercato idonea a consentire lo sviluppo di una società degna dell'uomo.

Con l'accelerazione di mutamento degli assetti sociali globali dell'ultimo decennio l'economia, nella sua componente di mediatrice sociale,  si è trovata purtroppo impreparata ad interpretare alcuni aspetti dei nuovi fenomeni che si presentavano e quindi questi principi si sono gradualmente attenuati, sin quasi ad oscurarsi, proprio mentre si prospettava all'orizzonte la grave crisi economico finanziaria iniziata nel 2008, nella quale i Paesi occidentali tuttora si dibattono.

A tutto ciò si è cercato di dare una risposta introducendo politiche di adattamento e quindi interventi specifici destinati a supportare i Paesi in difficoltà. Ma non è con soluzioni tampone - anche se conformi ad un modello - che si possono risolvere situazioni di regressione o di stagnazione. Nella situazione contingente occorre, invece, un vero turn up (una inversione di marcia) che sia capace – mediante una nuova regolamentazione metodologico-normativa ed eliminando perniciose sovrastrutture - di: favorire  la costruzione di reti di socializzazione orientate esclusivamente al “bene comune”; fermare la deriva burocratica che si è costituita per eccessivo utilizzo di normative specifiche e settoriali facendone decadere, per disuso, i poteri; individuare metodologie organizzative complementari (anche di carattere economico-finanziario) al fine di creare differenti dinamiche per un nuovo ordinamento costituzionale dove i cittadini possano beneficiare, in modo prevalente, del primato dei valori della persona e della comunità.

Domenico Famiglietti

Anno VIII - 2018 - Numero 4-6