Casa Europa - Quale Europa ?

26/11/2018

Casa Europa - Quale Europa?

 

Quando parliamo di Europa spesso evochiamo un’entità astratta, un’entità percepita come lontana e matrigna per quello che toglie ai cittadini italiani e non per quello che ha dato ai popoli aderenti nei settant’anni appena trascorsi.

Dell’Europa le persone comuni, sovrastate da una sommaria e cattiva comunicazione televisiva e da una, altrettanto dannosa politichetta interna, spesso non conoscono organizzazione, funzioni e Costituzione, opportunità e linee di tendenza. Sul concetto di Europa si riflette solo quando la minaccia dello spread e delle sanzioni conseguenti alla mancata approvazione del bilancio, si fanno stringenti ma l’analisi rischia di essere imperfetta e limitata poiché basata su una cattiva conoscenza storica e documentale.

Bisogna allora lucidamente ripercorrere quali sono stati i benefici dell’Unione europea, benefici che spesso dimentichiamo e che non hanno la considerazione che meritano.

Li possiamo riassumere, intanto, sotto tre parole.

La prima è quella della libertà di circolazione: in Europa possono liberamente circolare persone, professioni, imprese, capitali, beni, cultura, formazione, istruzione.

La seconda è quella della tutela: l’Europa con le sue direttive, protegge le categorie più deboli, le donne, le minoranze, gli studenti; protegge i consumatori, abbassando le tariffe, con la liberalizzazione dei settori di pubblica utilità, protegge i cittadini limitando lo sciupio di denaro pubblico attraverso la disciplina della concorrenza e del libero mercato, protegge l’ambiente per una migliore qualità della vita, protegge la salute assicurando la cura degli europei in tutti i Paesi aderenti, protegge l’espansione delle infrastrutture finanziando grandi opere pubbliche, protegge, con l’euro, i risparmi degli italiani permettendoci di accedere a mutui con interessi favorevoli e allo Stato di risparmiare miliardi sul proprio debito pubblico.

La terza è quella della sicurezza: i Paesi europei collaborano nella ricerca dei criminali e nella loro assicurazione alla giustizia riconoscendo fra di loro reciprocamente le sentenze dei giudici.

Laddove il nostro Paese era in difficoltà e faticava a legiferare in modo progressista e democratico, l’Europa ci ha trainato verso un migliore e comune quadro legislativo, in una cornice che, nata settant’anni fa, è ora diventata tessuto comune e ineliminabile sostanza culturale.

Possiamo fare a meno di tutto ciò allontanandoci dall’Europa in una sciocca presunzione di autonomia?

Sicuramente no.

L’Europa siamo noi. Diamo all’Europa nuova energia. Risolviamo insieme i problemi per le nuove future esigenze nella Casa comune europea.

Francesco Dagianti & Cetta Petrollo

Anno VIII - 2018 - Numero 4-6