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Se le biblioteche pesano

26/11/2010

Se le biblioteche pesano non c’è mai spazio per le loro raccolte né voglia di costruire nuovi depositi e di inventare nuovi ambienti dove farle crescere.

Se le biblioteche pesano non ci sono soldi per le lampadine che tuttavia la legge vuole costose e particolari per gestire le emergenze, né per le scale per prendere i libri che la legge vuole altrettanto costose e particolari, né per le uscite di emergenza pensate per folle che non esistono, magari a leggere i libri si accalcassero centinaia di persone!, né per la rilegatura - dorsi ovunque sbrindellati - ottocento e novecento precari pressati in depositi polverosi spesso in seconda fila - né per acquistarli i libri, pochi o molti che siano, perché qualcuno potrebbe aver voglia di scoprire come eravamo chiacchieroni e confusi e pettegoli e narcisi in quest’italia di terzo millennio, o diversi e significativi nell’est e nel sud del mondo sempre in questo terzo millennio.

El universo

26/11/2010

“El universo (que otros llaman la Biblioteca) se componte de un número indefinido, y tal vez infinito, de galerías hexagonales, con vastos pozos de ventilación en el medio, cercados por barandas bajísimas.”

Da questo incipit, tratto dal racconto “La Biblioteca di Babele” di Jorge Luis Borges, si trae il primo legame tra la Rete e le Biblioteche. La Rete infatti, null’altro é che un immenso aggregato, apparentemente confuso e disordinato a meno di una più ordinata sovrastruttura fisica, di caratteri. Anzi, a voler essere precisi, di lunghe sequenze di 0 e 1, causalmente disposti, a volte sfuggenti, altre immutabili, in cui a volte pretendiamo di trovare la risposta a ogni nostro dubbio, altre volte li scorriamo distrattamente cercando di ignorare lo scorrere delle ore.